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I bimbi invisibili del "DDL sicurezza". Clandestini si nasce

Ddl sicurezza, mamme e bambini clandestini senza tutele. La norma impedisce la registrazione alla nascita di cittadini stranieri figli di immigrati senza permesso di soggiorno

 

di Sabrina Martinelli

 

Abbiamo già parlato del ddl sicurezza nell'articolo Medici o questurini , denunciando l'abrogazione del comma 5 dell'art. 35 che, nel Testo unico sull'immigrazione, impediva al medico di denunciare alle autorità il clandestino che si rivolge alle strutture sanitarie. Il ddl, superata l'approvazione del Senato, è ora in discussione alla Camera. Se passerà anche qui, il medico si vedrà elevato al rango di spia e, mentre il governo sostiene che avrà la facoltà, ma non l'obbligo, della segnalazione e, quindi, in caso di omissione non sarà soggetto a sanzioni, i legali dei sindacati medici svelano come questo non sia esattamente corrispondente al vero perché, essendo l'immigrazione un reato e il sanitario un pubblico ufficiale, non denunciando il clandestino, ne sarà penalmente responsabile.
Ma non basta questo (oltre alle altre bestialità presenti nel pacchetto sicurezza, come le ronde, per citarne solo una), nel ddl si nasconde altro. C'è, infatti, con l'art.45, comma 1, lett. f, l'introduzione dell'obbligo per gli stranieri di presentare il permesso di soggiorno per accedere a provvedimenti di stato civile, contrariamente a quanto stabiliva il comma 2 dell'articolo 6 del D. Lgs. 286/1998 che esentava lo straniero da tale obbligo. Cosa comporterà nella pratica? Semplicemente che gli stranieri irregolari non potranno più registrare all'anagrafe la nascita di un figlio, con tutto ciò che ne consegue. Ogni bimbo sarà privo di identità, apolide e senza nome, cioè non esisterà. Sarà per sempre esposto ad ogni genere di difficoltà ogni volta che si troverà ad avere a che fare con la burocrazia, non potrà accedere all'istruzione né all'assistenza sanitaria e, ovviamente, essendo invisibile, non esistendo,sarà più facilmente esposto ad ogni genere di abusi e pericoli. Ma gli orrori non finiscono qui. I bambini, non potendo essere riconosciuti da mamma e papà, potrebbero risultare in stato di abbandono, anche non essendolo realmente, con il serio rischio che l'ospedale non possa consegnarli ai genitori. Alla madre non resterebbe che scegliere tra due rischi:  partorire in ospedale, ma vedersi togliere il bimbo, o ricorrere al parto clandestino. Ora, se è vero, che il parto è un fatto naturale e che una donna che porta avanti una gravidanza senza problemi, può anche partorire in casa (io stessa mi ero organizzata così), è altresì vero che non può farlo senza un'assistenza specializzata e se priva delle sufficienti condizioni igienico-sanitarie. Non solo, non tutte le gravidanze sono purtroppo serene e aproblematiche ed è un'aberrazione mettere chiunque nella condizione di non poter aver accesso per paura all'assistenza di cui necessita.
La nuova obbligatorietà appare, inoltre, chiaramente incostituzionale. E', infatti, in aperto contrasto con quanto affermato dalla nostra Costituzione (in questi tempi presa sin troppo di mira): La Repubblica...protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo (art. 31) e Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome (art. 22). La nuova norma va anche in senso contrario rispetto alla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia che stabilisce che il fanciullo è registrato al momento della nascita e da allora ha il diritto a un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi (art. 7), smascherandosi così incostituzionale anche in tale ambito perché la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali (art.117 della Costituzione).
A questo punto, denunciato il fatto, vorrei domandarmi e domandarvi, perché? Qual è stata la molla che ha portato il governo ad ideare questo novello obbligo? Questa norma renderà più dura e difficile la condizione, già non invidiabile, dell'irregolare, ma cosa più di questo? Non approvo e trovo indegno, oltreché pericoloso (per i motivi spiegati nel relativo articolo), il tentativo di fare del medico una spia, ma posso capire quale ne sia la finalità: l'identificazione e l'espulsione del clandestino. In questa norma, invece, che, se passerà, graverà soprattutto su individui che non hanno alcuna responsabilità, marchiandoli per sempre, non riesco a trovare neppure un'utilità da condannare, non ve ne è alcuna. E' soltanto il frutto di una visione punitiva che mira semplicemente, aldilà di ogni risultato, ad inasprire le condizioni di vita dei più deboli perché privi di diritti, dicendo loro: noi non vi vogliamo.  Ma è questo ciò che siamo diventati? E' davvero questo il governo che vogliamo?

 
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