Il Partito Radicale

Il Partito Radicale di sinistra – anche noto come PRG – è un partito che prende eredità dal Partito Repubblicano, e presenta una ideologia di tipo socioliberale.

Camera dei deputati
Camera dei deputati

Per capire meglio cosa sia il Partito Radicale di sinistra, e quali siano i suoi orientamenti e le sue ideologie, è necessario quindi soffermarsi sulla storia e sulle origini di questo partito, cercando anche di dare alcune informazioni su come esso sia stato fondato e su come sia stato in qualche modo mutuato dal Partito Repubblicano, Radicale e Radical-Socialista.

Quest’ultimo (in francese Parti républicain, radical et radical-socialiste), è stato per l’appunto un importante partito politico francese, fondato nel 1901. La sua ideologia principale era di tipo repubblicano e di tradizione radicale, e per questo motivo era uno dei partiti con un grande interesse verso la difesa sia della proprietà privata, che della laicità.

Si può dire che esso sia stato in qualche modo una sorta di intermezzo tra due forze politiche, la destra e la sinistra, pronto a schierarsi da una parte o dall’altra in base a necessità e circostanze: insieme, radicali e socialisti rappresentarono una buona parte della politica francese, con importanti figure politiche, di cui ricordiamo, per esempio, Alexandre Ledru-Rollin e Louis Blanc.

L'esponente Emma Bonino
L’esponente Emma Bonino

Partito Radicale di Sinistra: perché il nome ‘radicale’

Ma da dove deriva il termine con cui oggi conosciamo questo partito? Perché esso si chiama Partito Radicale?

Come sappiamo, i radicali in Francia hanno una storia molto lunga, in quanto erano particolarmente attivi sin dall’Ottocento. Il termine ‘radicale’ con cui oggi conosciamo il partito ha le sue origini proprio nell’ideologia e nella corrente di pensiero di queste persone, i cosiddetti repubblicano radicali, i quali si trovavano a sedere al parlamento con repubblicani cattolici e repubblicani moderati. Essi, però, erano in qualche modo all’estrema sinistra dello schieramento politico, in qualche modo, appunto, contrapposti radicalmente a tutti gli altri.

Come nasce il Partito Radicale di Sinistra in Francia

Il Partito Radicale di Sinistra nasce in qualche modo da una scissione che si era verificata negli anni ’70 all’interno del Partito Repubblicano: infatti, nel 1972, il partito aveva dovuto affrontare una divisione interna, tra il Movimento Riformatore, ed il Movimento dei radicali di sinistra, per divergenze di opinione. Sappiamo quindi che in quel momento, una parte degli aderenti al

L'esponente Marco Pannella
L’esponente Marco Pannella

Partito Repubblicano decisero di seguire il Movimento Riformatore, mentre un’altra parte si schierò con Robert Fabre, fondando il Movimento dei radicali di sinistra, che in seguito darà il nome a quello che oggi conosciamo come Partito radicale di sinistra.

Vi è tuttavia ancora oggi una sorta di lotta tra i due partiti, dal momento che entrambi si definiscono eredi diretti e legittimi del Partito Radicale: da un lato, vi è il cosiddetto valoisien, i cui componenti dichiarano di essere i continuatori legali del Movimento Riformatore, e dall’altra parte il Partito Radicale di sinistra, che come il primo vanta l’eredità politica diretta del Partito Repubblicano Radicale. In ogni caso, sia l’uno che l’altro hanno un legame, che deriva dal fatto che insieme essi compongono il più antico gruppo parlamentare francese al Senato.

Come è possibile immaginare, il Partito Radicale di sinistra è erede del Partito Radicale antico, ma non ne è l’erede ‘legale’: l’erede legittimo – o se così si può dire – è il Partito Radicale Valoisien.

Storia del Partito Radicale di Sinistra in Italia

Le premesse sulla scissione che, negli anni ’70, diede vita a quello che oggi conosciamo come Partito Radicale di Sinistra erano necessarie per comprenderne la storia e le origini.

Il Partito Radicale, in Italia, era nato relativamente prima: infatti, nel dicembre del 1955 vi era stata una sorta di scissione delle correnti di sinistra dipendenti dal Partito Liberale, in cui vi erano state diverse influenze, da parte dell’Unità Popolare, e da parte anche di numerosi ex azionisti, intellettuali, pubblicisti e giornalisti che avevano fatto parte dell’Unione Goliardica Italiana.

simbolo
Simbolo La Rosa Nel Pugno

In Italia, il Partito Radicale ha un orientamento liberale ed antiproibizionista, in cui è forte il sentimento nei confronti della libertà e della laicità dello Stato. Questo movimento ha avuto origini nel 1955 ma in Italia ha assunto il nome di Partito Radicale Transnazionale nel 1989, quando esso ha deciso di non partecipare ad alcuna competizione di tipo elettorale.

In particolare, la nascita di questo partito in Italia si ha l’8 dicembre 1955, quando 32 consiglieri nazionali del Partito Liberale Italiano presentarono le loro dimissioni, allo scopo di dare maggiore risonanza ad un partito più composito e maggiormente variegato, quello dei liberali e Democratici Italiani.

In quel momento, quindi, si era verificata una sorta di scissione dai movimenti di sinistra: nomi come quello di Ernesto Rossi, Leopoldo Piccardi, Mario Pannunzio, Nicolò Carandini, Giovanni Ferrara, Paolo Ungari, Eugenio Scalfari, Guido Calogero, Marco Pannella, Leo Valiani, Franco Roccella, spuntavano sempre più evidenti nella scissione.

Origini culturali del Partito Radicale di Sinistra in Italia

Vecchio simbolo del partito
Vecchio simbolo del partito

Questo partito in Italia ebbe anche delle origini di tipo culturale: due nomi importanti, come quello di Agostino Bertani e Felice Cavallotti, spiccano nella storia del partito, come promotori di uno spirito liberale, in cui vi erano idee molto forti come ad esempio la laicità delle scuole, la riduzione dell’orario lavorativo alle canoniche otto ore, l’estensione del suffragio, ed il federalismo amministrativo.

Nel periodo fascista, questi ideali erano stati ampiamente accolti da parte di giornalisti, intellettuali, pubblicisti, e da molte persone che si definivano antifasciste: ed infatti, proprio a partire dal 1925, la cosiddetta “ piccola confraternita” dei salveminiani – all’interno della quale figuravano nomi come quelli di Nello Traquandi, Carlo Rosselli, Tommaso Ramorino, Ernesto Rossi e Nello Rosselli – fondarono una sorta di Circolo della Cultura e, successivamente, una associazione chiamata Italia Libera. Quest’ultima era una associazione in cui confluivano dei reduci antifascisti il cui obiettivo era quello di promuovere la disobbedienza civile, organizzando vere e proprie azioni dimostrative.

Inoltre, una certa importanza l’avevano anche altri movimenti, come ad esempio il Non Mollare, il foglio clandestino di battaglia, il movimento dal nome Giustizia e Libertà. Tutte associazioni nate allo scopo di promuovere la disobbedienza civile, organizzando azioni dimostrative.

Fu il settimanale Il Mondo, sotto la direzione di Mario Pannunzio, nel periodo successivo alla guerra, ad indicare una ulteriore strada di ispirazione radicale, offrendo ancora una volta l’opportunità di creare un’associazione che avesse e perseguisse questo tipo di ispirazione, e nella quale si condividessero degli obiettivi di tipo politico sociale.

Tra i vari interessi promossi, l’abrogazione di alcune leggio fasciste, l’approvazione di leggi antitrust, l’abolizione della povertà e della miseria, e diverse caratteristiche di tipo sociale come ad esempio la necessità di offrire un aspetto legale e normativo in merito a temi come il divorzio, ed il riconoscimento dei figli illegittimi. Molte furono le associazioni di stampo culturale oltre che politico, che promossero questi temi, pronti alla realizzazione di un pensiero politico in cui fosse chiaro l’interesse nella modernità e nel liberalismo.

La Costituzione del Partito in Italia

Il Partito Radicale di sinistra Italia, prendendo vita da una ideologia liberale e radicale, venne fondato il 5 febbraio 1956, dopo un convegno nel quale erano stati eletti alcuni componenti. Spiccano nomi come Carandini, Pannunzio, Piccardi, Valiani e Villabruna, e una direzione di quattordici.

L’obiettivo principale era quello di rendere attiva la Costituzione in Italia, soprattutto offrendo una instaurazione dello Stato laico e liberale: uno stato in cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, ed in cui la stessa legge non fa alcuna discriminazione di tipo politico o religioso.

I problemi a partire dal 1958

Sebbene il Partito avesse una forza culturale molto sentita ed accesa, non vi era una spinta politica vera e propria che lo animasse. Questa era, in fondo, la sua più grande debolezza: da una parte, forze culturali e nomi importanti a livello intellettuale sostenevano le ideologie del partito, ma dall’altra parte, non vi era una vera e propria forza politica, ed inoltre nonostante la presenza di nomi prestigiosi, a livello strutturale questo partito faceva acqua da tutte le parti. Basti pensare che i soci non arrivavano a superare il numero dei 2000, ed erano per lo più tutti componenti derivanti dalle sfere culturali del settimanale Il Mondo, e del L’Espresso.

Ciò era in qualche modo preludio per una importante crisi: molte erano le crisi interne, anche dovute alla presenza di diverse culture politiche, di atteggiamenti differenti, e di considerazioni diverse rispetto a temi importanti e controversi. Non dimentichiamo per esempio il comportamento di tipo filo-angloamericano nei confronti della politica estera da parte dei liberali appartenenti al settimanale Il Mondo, mentre dall’altro lato intellettuali dell’Unità Popolare mostravano sentimenti di tipo neutralista.

Divisioni e differenze nello stesso gruppo dirigente non fecero che alimentare la necessità di darsi una struttura oltre le contraddizioni: e fu così che, nel 1962, si verificò una scissione del gruppo. Molti componenti decisero di uscire dal partito, anche a causa del cosiddetto ‘caso Piccardi, che pur essendo un caso personale fu trasformato in pretesto politico.

Si ebbe, così, una vera e propria spaccatura all’interno del partito stesso, tra destra e sinistra, spaccatura che diede vita alla nascita di una sinistra radicale. Tale sinistra venne appoggiata da un buon numero di esponenti appartenenti alla medio-alta borghesia, soprattutto medici (come nel caso del dott. Vacca, probabilmente il più influente in Puglia) e avvocati (Iacopini Gabriele e Profeta Tommaso, per citare i due più attivi). Vogliamo concludere questo articolo con il video manifesto del partito, qui sotto.